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ABIO Pavia Onlus
per il Bambino in Ospedale

sede c/o Reparto Pediatria
Policlinico San Matteo
V.le C. Golgi, 19 - 27100 Pavia
Tel. 346 2358628

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Sostengo ABIO perché la carta dei diritti non è un gioco.

di Beppe Severgnini

   Conosco l'Abio da qualche anno, da quando i volontari con la divisa azzurra sono arrivati nel reparto di pediatria di Crema. Mio figlio Antonio era piccolo, e mi era capitato di accompagnarlo in ospedale, insieme a mia moglie, per qualche visita specialistica. Mi è sembrata subito ottima, la presenza di persone diverse dai medici e dagli infermieri, pronte ad aiutare i giovani pazienti e i loro genitori. Ho subito pensato: a questi bambini la società non sta facendo un favore. Sta semplicemente - e finalmente! - riconoscendo un diritto.

   Solo in seguito ho saputo che l'ABIO, sfruttando l'esperienza e l'osservatorio privilegiato, stava lavorando, insieme a un gruppo di medici, a una "Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale". Dall'esterno non pensiamo abbastanza, infatti, alla verità che sta alla base del lavoro trentennale dell'ABIO: il trauma della degenza si riduce, se si garantiscono alcuni diritti.

   Alcuni di questi diritti si danno ormai per scontati. E' impensabile che un genitore, o una persona di fiducia, non sia accanto al bambino in ospedale. Ma non c'è solo questo. C'è il diitto a essere ricoverati in un reparto di pediatria, insieme al altri ragazzi (vale anche per gli adolescenti, una categoria spesso trascurata in queste valutazioni). Il diritto ad avere una stanza giochi per i più piccoli. Il diritto a ricevere assistenza medica, ovviamente; ma anche psicologica, scolastica, culturale (sono ormai molti, infatti, i giovani pazienti stranieri).

   Ebbene: questi diritti non sono ancora garantiti a tutti, purtroppo. Ma lo saranno presto, se tutti spingeremo nella stessa direzione. Quando mi è stato chiesto se volevo affiancare l'ABIO in questa campagna, perciò, non ho avuto dubbi. "La Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale" non è un gioco. E' una novità che tutti - ospedali, medici, infermieri, volontari, famiglie - devono capire e utilizzare. Un documento studiato per la realtà italiana. Uno strumento per aiutare una società civile che voglia esser degna di questo nome.

LA CARTA FA RIFERIMENTO ALLA CONVENZIONE INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA DEL 1989, RATIFICATA DA TUTTI I GOVERNI EUROPEI E SI ISPIRA ALLA CARTA DI EACH, REDATTA NEL 1988.



   L’intento è quello di sensibilizzare le istituzioni alla necessità di passare dal curare le malattie al prendersi cura dei bambini malati senza dimenticare il ruolo fondamentale delle famiglie.
Prendersi cura significa porre attenzione anche alla qualità dell’ambiente, quindi al bisogno del bambino di essere accolto e curato nel rispetto delle sue esigenze, il gioco, il sorriso, i colori...

1. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad avere sempre la migliore qualità delle cure. Possibilmente a domicilio o in ambulatorio e, qualora non esistessero alternative valide, in ospedale. A tale fine deve essere garantita loro una assistenza globale attraverso la costruzione di una rete organizzativa che integri ospedale e servizi territoriali, con il coinvolgimento dei pediatri di famiglia.

2. I bambini e gli adolescenti hanno il diritto di avere accanto a loro in ogni momento (giorno, notte, esecuzione di esami, anestesia, risveglio, terapia intensiva) i genitori o un loro sostituto adeguato al compito e a loro gradito (nonni, fratelli, persona amica, volontari…), senza alcuna limitazione di tempo o di orario.

3. L’ospedale deve offrire facilitazioni (letto, bagno, spazio per effetti personali, pasti a prezzo convenzionato) ai genitori dei bambini e adolescenti ricoverati e deve aiutarli e incoraggiarli – se ciò è compatibile con le loro esigenze familiari - a restare in ospedale. Inoltre, perché possano adeguatamente prendersi cura del loro figlio, i genitori devono essere informati sulla diagnosi, sull’organizzazione del reparto e sui percorsi terapeutici in atto.

4. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad essere ricoverati in reparti pediatrici - e mai in reparti per adulti – possibilmente aggregati per fasce d’età omogenee affinché si possano tenere in debita considerazione le differenti esigenze di un bambino o di un adolescente. Non deve essere posto un limite all’età dei visitatori, compatibilmente con il rispetto delle esigenze degli altri bambini e adolescenti ricoverati e alle necessità assistenziali del bambino o adolescente stesso.

5. Ai bambini e agli adolescenti deve essere assicurata la continuità dell’assistenza pediatrica da parte dell’équipe multidisciplinare ospedaliera 24 ore su 24 sia nei reparti di degenza sia in pronto soccorso.

6. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad avere a loro disposizione figure specializzate (pediatri, infermieri pediatrici, psicologi, mediatori culturali, assistenti sociali, volontari) in grado di creare una rete assistenziale che risponda alle necessità fisiche, emotive e psichiche loro e della loro famiglia.

7. I bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco, ricreazione e studio - adatte alla loro età, sesso, cultura e condizioni di salute - in ambiente adeguatamente strutturato ed arredato e devono essere assistiti da personale specificatamente formato per accoglierli e prendersi cura di loro.

8. I bambini e gli adolescenti devono essere trattati con tatto e comprensione e la loro intimità deve essere rispettata in ogni momento. A bambini e adolescenti devono essere garantiti il diritto alla privacy e la protezione dall’esposizione fisica e da situazioni umilianti, in relazione all’età, alla cultura e al credo religioso loro e della loro famiglia.

9. I bambini e gli adolescenti – e i loro genitori - hanno diritto ad essere informati riguardo la diagnosi e adeguatamente coinvolti nelle decisioni relative alle terapie. Le informazioni ai bambini e agli adolescenti, specie quando riguardano indagini diagnostiche invasive, devono essere date quando possibile in presenza di un genitore e in modo adeguato alla loro età, capacità di comprensione e sensibilità manifestata.

10. Nell’attività diagnostica e terapeutica che si rende necessaria, devono essere sempre adottate tutte le pratiche finalizzate a minimizzare il dolore e lo stress psicofisico dei bambini e degli adolescenti e la sofferenza della loro famiglia.

   Fondazione ABIO promuove la conoscenza e l’applicazione della Carta dei Diritti, alleandosi con tutte quelle realtà ospedaliere che sono impegnate nello sforzo di umanizzare l’ospedale, rispettando il diritto di bambini e adolescenti non solo alle cure migliori ma anche al rispetto dei bisogni affettivi ed emotivi degli stessi.

AIUTACI ANCHE TU A DIFFONDERNE LA CONOSCENZA!

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